Energia
| 12 Novembre 2010 | |||||
| Condomini con riscaldamento e acqua calda centralizzati: meno IVA sul gas metano | |||||
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Nel 2008 l'Agenzia delle Entrate
aveva disposto, che per il gas metano ad uso civile, i primi 480 m³ di
consumo fossero soggetti ad un'aliquota IVA "agevolata" del 10%. Il consumo
oltre tale soglia rimaneva invece soggetto all'aliquota del 20%. Della norma
non ne potevano però trarre beneficio, singolarmente, coloro che abitavano
in un condominio con impianto centralizzato di riscaldamento e acqua calda:
essendo, infatti, in questi casi la fornitura di gas una sola, anche
l'aliquota agevolata veniva concessa solo per i primi 480 m³ -
cumulativamente, anche se nel condominio abitavano più famiglie. |
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| 1 Luglio 2010 | |||||
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22 Maggio 2010 |
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Dall'Autorità nuove regole per incentivare diffusione auto elettriche |
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Ricaricare l'auto elettrica direttamente presso la propria abitazione, il garage o nel parcheggio condominiale, adesso è possibile. Lo prevede un provvedimento dell'Autorità per l'energia che elimina i vincoli normativi che ostacolavano la predisposizione di eventuali punti di ricarica anche presso le utenze domestiche. Secondo una vecchia normativa, infatti, ai consumatori domestici era vietato disporre di un duplice punto di fornitura elettrica nella stessa unità immobiliare. Con la modifica introdotta dall'Autorità, (delibera ARG/elt 56/10, disponibile sul sito (www.autorita.energia.it) sarà ora possibile, nelle abitazioni private e loro pertinenze, o negli spazi condominiali (previo accordo dell'assemblea condominiale) richiedere al proprio fornitore di energia elettrica più punti di fornitura, ognuno con un contatore, destinati espressamente all'alimentazione di veicoli elettrici. Il provvedimento dell'Autorità si estende anche alle aree aziendali destinate a parcheggio di flotte di veicoli. L'Autorità ha anche stabilito che ai punti di ricarica verrà applicata la stessa tariffa di trasporto già prevista per "altri usi", indipendentemente dal fatto che il richiedente sia un cliente domestico (famiglia) o non domestico (impresa). Per l'energia, il prezzo potrà variare a seconda dell'offerta che verrà selezionata fra quelle dei diversi venditori del mercato libero e potrà essere diversa da quella scelta per la fornitura domestica. |
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| 22 Maggio 2010 | |||||
| Ue, gli elettrodomestici avranno una nuova etichetta di efficienza energetica | |||||
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Presto gli elettrodomestici venduti in Europa avranno una nuova etichetta energetica. Attualmente le classi energetiche sono 7 e vanno dalla A alla G, con colorazioni dal verde scuro per la classe a più basso consumo, al rosso per quella che consuma di più. Con la nuova etichetta per l'efficienza energetica, approvata ieri dal Parlamento Europeo, ci saranno 3 nuove categorie, ma il numero delle classi rimarrà di sette. Vengono introdotte le categorie A+, A++ e A+++ per i prodotti che consumano meno energia di quelli esistenti. Di conseguenza se un nuovo prodotto viene classificato come A+, viene rivista tutta la scala e la classe di minore efficienza energetica diventa la F. Stesso discorso per la classificazione rivista in A++ che si fermerà alla E, e per quella in A+++ che avrà come classe di minore efficienza energetica la D. I colori resteranno uguali, ma le etichette saranno obbligatorie anche per i prodotti che consumano energia per uso commerciale e industriale, come le celle frigorifere, le vetrine, i motori industriali e i distributori automatici. L'obbligo di etichetta sarà, inoltre, imposto a prodotti che non consumano energia, ma hanno un impatto diretto o indiretto, significativo sul risparmio energetiche come l'installazione di vetri, telai o porte esterne. Un'altra novità, importante per i consumatori, è che qualsiasi pubblicità di elettrodomestici che ne citi il consumo di energia o il prezzo di uno specifico modello, dovrà indicare la classe energetica. Queste informazioni dovrebbero aiutare il consumatore a fare una scelta di risparmio energetico, in vista di una bolletta meno cara. Si ricorda, infine, che qualche giorno fa il Beuc, l'associazione dei consumatori europea, aveva chiesto al Parlamento Europeo di non approvare la nuova etichetta. Secondo il Beuc il rischio era quello di creare confusione nei consumatori che da 15 anni usano la classificazione A-G e si sono ormai abituati a quel tipo di informazione. |
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